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Diritti video AI: di chi è davvero un video fatto con l’AI

Un video fatto con l’AI è protetto solo se dietro c’è lavoro intellettuale umano. Legge italiana, Europa, termini dei tool e clausole da mettere nel contratto.

Hai commissionato uno spot fatto con l’AI, è pronto per uscire e in riunione qualcuno chiede: di chi è? Questa guida sui diritti video AI risponde per Italia ed Europa, aggiornata a ottobre 2026: cosa dice la legge, cosa scrivono i tool nei loro termini e cosa mettere nel contratto di produzione.

La sintesi: un video fatto con l’AI può essere protetto, ma solo per la parte che nasce da scelte creative umane. Il resto lo decidono i contratti, che qui contano più che in una produzione tradizionale. Quella che segue è informazione generale, non consulenza legale.

Cosa dice la legge italiana dopo la 132/2025

La legge 23 settembre 2025, n. 132, la legge italiana sull’intelligenza artificiale, è in vigore dal 10 ottobre 2025. L’articolo 25 modifica l’articolo 1 della legge sul diritto d’autore (L. 633/1941), che nel testo coordinato oggi dice:

Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell’ingegno umano di carattere creativo [...] anche laddove create con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale, purché costituenti risultato del lavoro intellettuale dell’autore.

Due parole fanno tutto il lavoro: “umano” e “lavoro intellettuale”. L’AI come strumento non toglie la tutela, ma da sola non la crea, e la valutazione resta caso per caso.

Tradotto in produzione: una clip uscita da un prompt e pubblicata così com’è ha una tutela debole. Un film in cui una persona ha scritto la sceneggiatura, scelto il look, diretto le inquadrature, selezionato le take e curato montaggio e colore porta segni di decisioni umane documentabili. È lì che vive il diritto d’autore.

Europa e Stati Uniti: conta l’autore umano

Lo standard europeo

Nell’Unione non c’è una norma specifica sugli output dell’AI. Vale il criterio della Corte di giustizia: è protetta la creazione intellettuale propria dell’autore, che ne riflette la personalità attraverso “scelte libere e creative”. Nella sentenza Painer (C-145/10) del 1° dicembre 2011 le scelte citate erano sfondo, posa, luce, inquadratura, angolo di ripresa e atmosfera di un ritratto.

Per un video AI è un buon test: se sai dire chi ha deciso inquadrature, luce, casting e montaggio, hai un autore. Se la risposta è “il modello”, no.

Il quadro può cambiare: dopo una risoluzione non vincolante del Parlamento europeo del 10 marzo 2026, la Commissione dice di preparare la revisione della direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale.

Il riferimento americano

Fuori dall’UE il riferimento è il rapporto del Copyright Office statunitense sulla proteggibilità di gennaio 2025. Con la tecnologia attuale, conclude, i prompt da soli non danno un controllo sufficiente sul risultato. Sono proteggibili invece il materiale umano riconoscibile nell’output, la selezione e l’organizzazione creativa dei risultati e le modifiche creative.

Cosa scrivono i tool nei loro termini

Il fornitore del modello si tiene qualcosa? A ottobre 2026 i principali dicono di no, con sfumature che contano.

  • OpenAI. Nei termini per l’Europa aggiornati al 16 gennaio 2026 l’output è tuo e OpenAI ti cede i diritti che ha, “if any”, se ne ha. Avverte però che l’output può non essere unico.
  • Google. Nei termini di servizio in vigore dal 30 luglio 2026 non rivendica la proprietà dei contenuti originali che generi.
  • Runway. I termini del 15 settembre 2026 non rivendicano input e output e non limitano l’uso commerciale, ma prevedono una licenza perpetua a Runway e l’uso di input e output per addestrare i modelli.
  • Higgsfield. Il centro assistenza conferma che non rivendica input e output e non lega l’uso commerciale a un piano; la manleva sulla proprietà intellettuale c’è solo nel piano Enterprise. Con i termini in vigore dal 27 agosto 2026 i contenuti servono anche a migliorare i modelli, salvo accordi enterprise.

Il punto chiave è quell'”if any”. Un tool può cederti solo i diritti che ha, e non può creare un diritto d’autore che la legge non riconosce. “L’output è tuo” vuol dire che il fornitore non te lo contesterà, non che un concorrente non possa ottenerne uno simile.

I rischi che restano: dati, volti, marchi

Dati di addestramento

Le cause sul training riguardano soprattutto i fornitori, ma ti toccano se l’output riproduce un’opera riconoscibile. L'11 novembre 2025 il Tribunale di Monaco ha dato ragione alla GEMA contro OpenAI: i testi di canzoni memorizzati nei modelli sono una riproduzione, e l’eccezione per il text and data mining non copre l’incorporazione stabile delle opere. Alla Corte di giustizia UE il caso Like Company contro Google, discusso il 10 marzo 2026, deciderà se addestramento e risposte di un chatbot sono atti coperti dal diritto d’autore.

Volti e voci di persone reali

Qui il rischio è tuo, non del tool. In Italia il ritratto di una persona non può essere esposto o riprodotto senza il suo consenso (art. 96 L. 633/1941), e l'art. 10 del codice civile permette di far cessare l’abuso dell’immagine e chiedere i danni. La legge 132/2025 ha poi introdotto il reato di illecita diffusione di contenuti generati o alterati con l’AI (art. 612-quater c.p.): diffondere senza consenso immagini, video o voci falsificati che causano un danno ingiusto costa da uno a cinque anni.

Dal 2 agosto 2026 vale anche l'articolo 50 dell’AI Act: chi diffonde un deepfake deve dichiarare che il contenuto è generato o manipolato. Per opere evidentemente artistiche, creative o di finzione basta segnalarlo in un modo che non rovini la visione.

Regola pratica: un volto o una voce reale entra in un video AI solo con una liberatoria scritta che citi l’uso con l’AI, i canali e la durata. Se ti serve un volto ricorrente, un personaggio digitale creato da zero riduce il problema.

Marchi e personaggi nei prompt

Scrivere il nome di un personaggio o di un marchio in un prompt non lo rende tuo. A giugno 2025 Disney e Universal hanno fatto causa a Midjourney davanti a un tribunale federale di Los Angeles, citando immagini di Darth Vader e dei Minions. Il 4 novembre 2025, a Londra, Getty Images ha perso contro Stability AI sul diritto d’autore ma si è vista riconoscere una violazione di marchio, molto limitata, per i suoi watermark comparsi in immagini generate.

In pratica: niente loghi, prodotti o personaggi altrui nei prompt, e un controllo frame per frame prima della consegna.

Diritti video AI: cosa scrivere nel contratto

Per la legge italiana la trasmissione dei diritti di utilizzazione deve essere provata per iscritto. Con l’AI di mezzo il contratto documenta anche chi ha fatto le scelte creative. Le voci che non dovrebbero mancare:

  1. Cessione o licenza. Con la cessione acquisisci i diritti di utilizzazione economica, con la licenza un uso definito. Per una campagna di solito basta la licenza.
  2. Territorio. Italia, Europa o tutto il mondo.
  3. Durata. Dodici mesi, ventiquattro o perpetua, con la data di decorrenza.
  4. Canali. Social, adv a pagamento, TV, cinema, affissioni, LED wall, eventi: ogni canale va nominato.
  5. Esclusiva. Se lo studio può riusare personaggi, ambienti o stili creati per te.
  6. File sorgente. Master, versioni, progetti di montaggio, asset dei personaggi. Se ti servono, scrivilo.
  7. Crediti e portfolio. Dove compare il nome dello studio e se il lavoro può essere mostrato dopo l’uscita.
  8. Disclosure AI. Chi etichetta il contenuto, come e dove, in linea con l’articolo 50 dell’AI Act.
  9. Garanzie. Liberatorie per volti e voci, nessun marchio di terzi, elenco dei tool usati e dei loro termini alla data di produzione.

Diritti decisi prima del primo frame

Sui diritti video AI, la legge chiede un autore umano, i tool ti lasciano l’output, il contratto decide il resto. Con regia documentata e diritti scritti, un video AI è un asset solido come qualsiasi altra produzione.

In Kult Studios funziona così: territorio, durata e canali si concordano prima del primo frame e la licenza d’uso è scritta nella proposta, prima che il lavoro parta, come spieghiamo nelle FAQ. Se stai pensando a uno spot, il primo passo è il brief.

Domande frequenti

Un video generato solo con un prompt è protetto dal diritto d’autore?

Difficilmente. In Italia serve il lavoro intellettuale di un autore umano, e anche il Copyright Office statunitense ritiene che i prompt da soli non diano un controllo sufficiente sul risultato. La tutela cresce con le scelte creative documentate: sceneggiatura, regia, selezione, montaggio.

Chi è l’autore di un video AI: il cliente, lo studio o il software?

Non il software: i principali fornitori non rivendicano diritti sugli output. L’autore è la persona che compie le scelte creative; lo studio e il cliente acquisiscono i diritti di utilizzazione per contratto, con una cessione o una licenza scritta.

Devo dichiarare che uno spot è stato fatto con l’AI?

Se contiene un deepfake, cioè persone, luoghi o eventi realistici che sembrano autentici, sì: dal 2 agosto 2026 l’AI Act impone di dichiararlo. Per opere creative o di finzione basta una segnalazione che non disturbi la visione; negli altri casi conviene fissare la regola nel contratto.

Fonti

  1. Legge 23 settembre 2025, n. 132 - Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale · Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 2025-09-25
  2. Legge 633/1941, art. 1 (testo coordinato dopo la L. 132/2025) · Brocardi.it, 2026-08
  3. Judgment of the Court, Case C-145/10, Eva-Maria Painer v Standard VerlagsGmbH and Others · Court of Justice of the EU (EUR-Lex), 2011-12-01
  4. Copyright and generative AI: Strasbourg calls for fair remuneration and legal certainty · Eunews, 2026-03-10
  5. Commission follow-up to the European Parliament resolution on copyright and generative AI (P10_TA(2026)0066) · European Parliament / European Commission, 2026-07
  6. Copyright and Artificial Intelligence, Part 2: Copyrightability · U.S. Copyright Office, 2025-01
  7. EU Terms of Use · OpenAI, 2026-01-16
  8. Google Terms of Service · Google, 2026-07-30
  9. Terms of Use · Runway, 2026-09-15
  10. Who owns my generations and can I use them commercially? · Higgsfield, 2026-08-02
  11. Updates to Higgsfield’s Terms of Use and Privacy Policy · Higgsfield, 2026-07-25
  12. German court rules in favour of music rights management organisation against OpenAI · European Commission, IP Helpdesk, 2025-11-14
  13. CJEU Grand Chamber rules on music sampling and pastiche; first CJEU hearing on generative AI and copyright · European Commission, IP Helpdesk, 2026-04-24
  14. Legge 633/1941, art. 96 (ritratto e consenso) · Brocardi.it, 1941-04-22
  15. Codice civile, art. 10 - Abuso dell’immagine altrui · Brocardi.it, 2026-04
  16. AI Act, Article 50: Transparency obligations for providers and deployers of certain AI systems · artificialintelligenceact.eu, 2024-06-13
  17. Disney and Universal sue AI firm Midjourney for copyright infringement · Euronews (with AP), 2025-06-12
  18. Getty Images largely loses landmark UK lawsuit over AI image generator · Malay Mail (Reuters), 2025-11-04
  19. Legge 633/1941, art. 110 (trasmissione dei diritti per iscritto) · Brocardi.it, 1941-04-22

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